Servizi di linguaggio inclusivo
Scrivete in modo che più persone possano riconoscersi nel messaggio.
DEMA rivede e adatta i testi in ottica inclusiva rispetto a genere, età, disabilità, origine etnica e cultura, corporatura, condizione socioeconomica e altre caratteristiche del pubblico. L’obiettivo è una comunicazione chiara e rispettosa, adatta alla lingua di destinazione e al contesto, senza trasformare l’inclusione in un elenco meccanico di parole vietate.
Grammatica, cultura, preferenze delle comunità e scopo comunicativo influiscono sulla soluzione più adatta. L’inclusione non si trasferisce con una semplice sostituzione di parole.
La comunicazione inclusiva va ben oltre i nomi di professione neutri.
Le formulazioni quotidiane possono, senza volerlo, escludere, creare stereotipi o ridurre le persone a una loro caratteristica, in diversi ambiti.
Età
Evitare formulazioni che trattano l’età come un limite o presuppongono che un’unica esperienza valga per tutte le persone più anziane o più giovani.
Disabilità
Preferire un linguaggio in linea con le indicazioni delle comunità e dell’organizzazione, evitando espressioni che usano la disabilità come metafora.
Origine etnica e cultura
Eliminare stereotipi, etichette superflue e formulazioni che considerano un unico riferimento culturale come norma universale.
Genere e orientamento sessuale
Usare nomi di ruolo, pronomi e forme adatti alla lingua di destinazione, al pubblico e, se nota, all’identità dichiarata.
Corporatura e aspetto fisico
Evitare descrizioni con connotazioni di giudizio quando corporatura o aspetto non sono rilevanti per la comunicazione.
Condizione socioeconomica
Descrivere le circostanze con precisione invece di usare etichette che implicano un giudizio su persone o comunità.
Le diverse famiglie linguistiche pongono vincoli diversi.
Il linguaggio inclusivo di genere dipende dalla lingua. L’inglese può spesso usare direttamente nomi di professione neutri; molte lingue romanze, germaniche e slave codificano il genere grammaticale; lingue come l’estone, il finlandese e l’ungherese funzionano ancora in modo diverso. La strategia va scelta nella lingua di destinazione, non copiata dall’inglese.
La domanda giusta è perché quella caratteristica venga menzionata.
Individuare pubblico e scopo comunicativo
Capiamo a chi si rivolge il contenuto, cosa deve ottenere e quali linee guida sull’inclusione l’organizzazione segue già.
Analizzare i possibili pregiudizi
Cerchiamo etichette, stereotipi, nomi di ruolo connotati per genere, metafore e riferimenti superflui a caratteristiche personali.
Adattare nella lingua di destinazione
Scegliamo formulazioni naturali, rispettose e praticabili in quella lingua, invece di copiare una forma inclusiva inglese.
Verificare brand e leggibilità
Il linguaggio inclusivo deve restare chiaro e coerente con lo stile comunicativo dell’organizzazione.
Documentare le scelte preferite
Per i contenuti multilingue ricorrenti, le scelte di linguaggio inclusivo approvate possono essere inserite nelle guide di stile e nelle risorse terminologiche.
Piccole modifiche alla formulazione possono cambiare la prospettiva della frase.
Gli esempi seguenti mostrano il principio in pratica. Considerateli suggerimenti per il vostro contesto, non regole universali.
Il linguaggio inclusivo evolve e non può essere ridotto a un dizionario definitivo.
Area geografica, preferenze delle comunità, contesto normativo e lingua cambiano nel tempo. Per questo DEMA considera le raccomandazioni sul linguaggio inclusivo specifiche per pubblico e mercato. Per i contenuti sensibili, le policy del cliente o le indicazioni delle comunità devono prevalere sugli elenchi generici reperibili online.
Informarsi prima di sostituire
Capire il pubblico e il motivo della raccomandazione.
Mantenere la leggibilità
Una forma inclusiva che rende il testo illeggibile rischia di mancare l’obiettivo comunicativo.
Mantenere la coerenza multilingue
Documentare le scelte approvate, così che le diverse lingue non finiscano per seguire policy contraddittorie.
Linguaggio inclusivo per tutti.
Scaricate il nostro report gratuito per scoprire come il linguaggio inclusivo aiuta la vostra organizzazione a comunicare con rispetto con ogni pubblico, indipendentemente da genere, origine etnica, età o abilità.

Il linguaggio inclusivo fa spesso parte di una policy editoriale o di accessibilità più ampia.
Potete creare una guida al linguaggio inclusivo per il nostro brand?
Sì. Terminologia preferita, esempi e convenzioni specifiche per ogni mercato possono essere documentati per i contenuti multilingue ricorrenti.
La scrittura inclusiva di genere è uguale in tutte le lingue?
No. Grammatica e uso corrente differiscono in modo significativo. La strategia per la lingua di destinazione va scelta a livello locale.
Il linguaggio inclusivo può essere applicato a traduzioni esistenti?
Sì. I contenuti esistenti possono essere rivisti per terminologia, stile e schemi di pregiudizio, quindi aggiornati in modo coerente in tutte le lingue interessate.
Il linguaggio inclusivo garantisce la conformità normativa?
No. Il linguaggio inclusivo è una pratica comunicativa. Gli obblighi legali in materia di accessibilità o non discriminazione dipendono dalla giurisdizione applicabile e dal caso d’uso e vanno valutati separatamente.
Integrate l’inclusione nella guida di stile, non solo in una campagna.
Indicateci lingue, pubblici e regole di brand esistenti. Possiamo individuare gli ambiti che richiedono indicazioni per la lingua di destinazione e trasformare le scelte approvate in standard editoriali riutilizzabili.
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