Traduzioni mediche per i dispositivi: come organizzarle e qualificarle nel vostro sistema qualità

Come dovrebbe gestire la traduzione della documentazione un fabbricante di dispositivi medici? Trattando le traduzioni mediche come un processo controllato del sistema qualità: fornitore qualificato, terminologia approvata una volta, traduzione delle sole parti modificate e tutte le lingue rilasciate con l’originale. DEMA Solutions affianca i team regolatori e di etichettatura con un processo certificato ISO 17100 e DTP interno.

Two quality specialists reviewing medical device documentation in a laboratory corridor

A chi si rivolge questa guida

Queste pagine sono pensate per chi firma l’approvazione delle versioni tradotte e poi ne risponde. Forse vi occupate di affari regolatori e state preparando un fascicolo e l’elenco dei Paesi di lancio. Forse lavorate in assicurazione qualità e dovete stabilire che cosa deve dimostrare un fornitore di traduzioni per entrare tra i fornitori approvati. Oppure guidate la documentazione tecnica o l’etichettatura, e siete la persona che il giovedì riceve le istruzioni per l’uso riviste e si sente chiedere quando saranno pronte tutte le lingue.

Le stesse considerazioni valgono per i dispositivi medico-diagnostici in vitro. Lasciamo da parte il dettaglio giuridico di ciò che un’etichetta deve contenere e ci concentriamo su come impostare il lavoro perché ogni versione linguistica sia coerente, tracciabile e puntuale, al lancio e a ogni modifica.

Perché la traduzione fa parte del sistema qualità

Un’etichetta o un’istruzione tradotta non è una copia di cortesia del testo originale. Per l’infermiere di Lione o il tecnico biomedico di Cracovia è l’unica versione esistente: la sua correttezza incide su sicurezza e prestazioni, e un errore è una non conformità come le altre. Se le istruzioni in polacco riportano una temperatura di pulizia assente nel testo italiano, su quel mercato il dispositivo viaggia con un’informazione sbagliata, qualunque cosa dica l’originale.

Il Regolamento (UE) 2017/745 relativo ai dispositivi medici e il Regolamento (UE) 2017/746 relativo ai dispositivi medico-diagnostici in vitro chiedono che le informazioni fornite con il dispositivo siano nella lingua o nelle lingue ufficiali dell’Unione stabilite da ogni Stato membro in cui il dispositivo raggiunge utilizzatori o pazienti, e prevedono regole linguistiche anche per altri documenti, come gli avvisi di sicurezza e la dichiarazione di conformità UE. Il contenuto obbligatorio di etichette e istruzioni e il funzionamento delle scelte linguistiche nazionali sono descritti nell’articolo dedicato ai requisiti MDR per etichette e istruzioni per l’uso.

Se le versioni tradotte sono parte del dispositivo, le traduzioni mediche richiedono ciò che serve a ogni altro processo che incide sul prodotto: un fornitore qualificato, input definiti, registrazioni, un collegamento con la gestione delle modifiche e un passaggio di rilascio chiaro.

Che cosa traduce davvero un fabbricante di dispositivi

Il volume nasce da una famiglia di testi che descrivono lo stesso dispositivo a lettori, momenti e formati diversi, e che devono dire tutti la stessa cosa.

Etichette e confezioni. Tradurre il confezionamento significa lavorare su testi brevi con vincoli pesanti: aree fisse, più lingue sullo stesso cartone, contenuti da tradurre accanto ad altri che non devono mai cambiare, come lotti, date e supporti UDI, e ad altri ancora sostituiti da simboli. È un lavoro più vicino alla composizione tipografica che alla scrittura, e passa di solito da modelli di etichetta o file grafici.

Istruzioni per l’uso ed eIFU. Qui si concentra la maggior parte delle parole. Indicazioni, controindicazioni, avvertenze, pulizia e ricondizionamento, risoluzione dei problemi e dati tecnici vengono letti da chirurghi, infermieri, ingegneri clinici o pazienti, a seconda del dispositivo, e i manuali di assistenza aggiungono altri lettori. Dove le norme ammettono istruzioni elettroniche, le versioni linguistiche devono comunque esistere e corrispondere all’edizione in circolazione: le eIFU cambiano il canale, non la quantità da tradurre.

Software e interfaccia utente. Software del dispositivo, app e schermate degli analizzatori mostrano menu, allarmi e messaggi che devono usare esattamente i termini delle istruzioni. Queste stringhe arrivano come file di risorse con limiti di lunghezza e segnaposto, spesso tradotte da un altro gruppo con un altro calendario; limiti e segnaposto sono trattati nel nostro approfondimento sulla localizzazione delle stringhe software e HMI.

Materiale per il paziente. Tessere per il portatore di impianto e informazioni per il paziente nei dispositivi impiantabili, dove applicabili, e istruzioni per l’uso domestico sono lette da persone senza formazione clinica. In questi testi la terminologia corretta non basta: il paziente deve capire alla prima lettura, ed è per questo che alcuni fabbricanti fanno riscrivere i testi per il paziente in linguaggio chiaro prima o durante la traduzione.

Avvisi di sicurezza. Arrivano senza preavviso e con scadenze strette, devono essere coerenti in tutti i mercati dell’azione correttiva e riprendono la formulazione di istruzioni ed etichette: mettono alla prova terminologia e memoria prima di qualsiasi emergenza.

Formazione e materiale commerciale. Corsi, brochure, cataloghi e siti web seguono regole meno rigide, ma ciò che dicono su destinazione d’uso e prestazioni deve coincidere con la documentazione approvata. Per i dispositivi che la richiedono rientra nell’insieme anche la sintesi relativa alla sicurezza e alla prestazione clinica, letta da un pubblico più ampio.

Tutti questi documenti condividono un vocabolario e cambiano insieme: ecco perché le traduzioni mediche multilingua non si possono organizzare un file alla volta.

Technical documentation and laboratory equipment on a desk during a documentation review

Qualificare il fornitore di traduzioni mediche nel vostro sistema di gestione della qualità

La ISO 13485, la norma sui sistemi di gestione della qualità adottata dalla maggior parte dei fabbricanti di dispositivi, attribuisce al fabbricante i controlli sui fornitori. I requisiti sull’approvvigionamento vi chiedono di valutare, selezionare e monitorare i fornitori in base alla loro capacità di fornire ciò che vi serve e all’effetto del loro lavoro sul prodotto, conservando le registrazioni di questa valutazione. Chi traduce etichette e istruzioni per l’uso incide chiaramente sul prodotto, quindi rientra in quel processo come un terzista di sterilizzazione o una tipografia di etichette.

Ne deriva una conseguenza utile: per essere qualificato, il fornitore di traduzioni non ha bisogno di un proprio certificato ISO 13485, perché la norma descrive come voi, fabbricanti, controllate i vostri fornitori. Al fornitore va chiesta la prova che il suo processo è definito, svolto da persone qualificate e documentato abbastanza da potervi fare affidamento e sorvegliarlo nel tempo.

In pratica, le evidenze da richiedere si raggruppano in cinque ambiti. Il primo è una descrizione scritta del processo: come una richiesta viene ricevuta, preparata, tradotta, revisionata, verificata e consegnata, e chi ne risponde in ogni fase. Una certificazione ISO 17100, lo standard internazionale che disciplina i servizi di traduzione, offre a quella descrizione un riferimento esterno, perché impone competenze definite per i traduttori e il controllo di ogni testo tradotto da parte di un secondo linguista qualificato.

Il secondo ambito sono le persone. Chiedete come vengono scelti traduttori e revisori per i contenuti medici, quali titoli ed esperienza servono e se traducono verso la lingua madre. La risposta dovrebbe descrivere criteri, non nomi.

Il terzo è la riservatezza. La documentazione contiene spesso progetti non rilasciati, dati clinici e materiale per l’organismo notificato. Chiedete come vengono scambiati e conservati i file, chi vi accede e quali impegni di riservatezza sottoscrivono i linguisti, poi riportate queste condizioni nel contratto.

Il quarto sono le registrazioni. Per ogni progetto dovreste sapere quale versione dell’originale è stata tradotta, in quali lingue, chi ha tradotto e revisionato, con quale glossario e memoria e quando è avvenuta la consegna. Sono queste registrazioni a rendere un file tradotto rintracciabile in un audit interno o quando un’autorità chiede come è nata un’avvertenza.

Il quinto sono le correzioni. Chiedete come viene gestito un errore segnalato: chi lo valuta, come il testo corretto rientra in memoria e glossario perché non ricompaia al prossimo aggiornamento, e come la modifica viene registrata. Modi pratici per mettere alla prova questi punti, comprese le traduzioni di prova, sono raccolti nella guida al controllo qualità delle traduzioni prima di scegliere un fornitore.

Approvato il fornitore, la sorveglianza resta leggera: nel riesame periodico bastano il registro delle correzioni e il rispetto delle date.

Gestione delle modifiche: tradurre gli aggiornamenti senza ritradurre tutto

Su un dispositivo già in commercio si traduce soprattutto ciò che cambia: un’avvertenza riformulata, una nuova indicazione, un passaggio di pulizia riscritto, una versione software che rinomina due voci di menu. Questo lavoro dovrebbe seguire la gestione delle modifiche come l’originale.

Si parte dal testo sorgente. Un’istruzione rivista in versione pulita costringe il fornitore a ricostruire che cosa è cambiato, con più tempo e più rischio. Un originale con le modifiche evidenziate, o l’elenco tratto dalla vostra richiesta di modifica, indica con precisione le frasi coinvolte e permette ai revisori di concentrarsi su quelle.

Il resto lo fa la memoria di traduzione. Ogni frase approvata nelle edizioni precedenti è conservata con la sua traduzione, quindi il contenuto invariato viene riconosciuto e ripreso con la formulazione già rilasciata, mentre si traducono e si revisionano solo le frasi nuove o modificate. Ciò che non è cambiato nell’originale non deve cambiare nemmeno nelle traduzioni. Come una memoria acquisti valore di edizione in edizione è spiegato nell’articolo sulla memoria di traduzione come leva strategica.

Il problema più difficile è l’allineamento tra documenti. Una modifica alle istruzioni spesso coinvolge anche etichetta, software e materiale formativo, ciascuno con il proprio responsabile e percorso di rilascio. Tenete un riepilogo semplice: per ogni modifica, quali documenti e lingue sono interessati e quale revisione di ciascuno verrà rilasciata. Quando le istruzioni passano a un nuovo identificativo di revisione, ogni versione linguistica dovrebbe seguirle nella stessa data.

Gli aggiornamenti legati all’UDI sembrano piccoli ma raggiungono molti file. Un nuovo identificativo del dispositivo o una nuova configurazione della confezione possono richiedere una nuova grafica dell’etichetta in ogni lingua, anche se il testo cambia appena. Trattarli come veri aggiornamenti di etichetta, con il controllo dell’impaginazione in ogni lingua, evita sorprese in tipografia.

Infine, concordate in anticipo i tempi di rilascio: tutte le lingue insieme, oppure alcuni mercati in un secondo momento. Un’unica data per tutte le lingue interessate è più facile da difendere e da verificare in audit.

Terminologia e simboli

Una terminologia coerente è la misura di sicurezza più economica nella documentazione dei dispositivi. Un unico glossario approvato dovrebbe coprire istruzioni, etichette, software e documentazione tecnica, così che un componente, un allarme o un passaggio di procedura abbia un solo nome per lingua ovunque compaia. Se lo schermo usa una parola e il foglietto un’altra, chi sta eseguendo una procedura si ferma a chiedersi se si tratti della stessa cosa, ed è proprio l’incertezza che la documentazione dovrebbe eliminare.

Il glossario rende di più se i vostri esperti lo approvano una volta: regolatori e clinici per indicazioni e avvertenze, ingegneri per componenti e impostazioni, revisori locali per i termini che gli utilizzatori riconoscono. Registrate anche le varianti vietate. Costruzione e manutenzione di un glossario condiviso sono spiegate passo per passo nell’articolo su una terminologia unica per tutti i traduttori e i fornitori.

I simboli armonizzati della EN ISO 15223-1 riducono il testo sulle etichette, con un risparmio di spazio e di traduzione sulle confezioni piccole, ma non rendono superflua la terminologia coerente. Il loro significato è di solito spiegato nelle istruzioni, avvertenze e condizioni di manipolazione richiedono comunque parole, e gli stessi termini ritornano nel software e nel foglietto. I simboli abbassano il volume; il glossario tiene coerente ciò che rimane.

Retrotraduzione e validazione linguistica: quando servono

La retrotraduzione riporta il testo di arrivo nella lingua di partenza, in modo indipendente, così che chi non legge la lingua di arrivo possa confrontare i significati. La validazione linguistica è un processo più ampio, usato soprattutto per i questionari compilati dai pazienti: le traduzioni vengono riconciliate, retrotradotte e provate con persone della popolazione di destinazione per verificarne la comprensione.

Entrambe hanno un ruolo circoscritto. Servono soprattutto per i testi rivolti al paziente e per quelli critici per l’usabilità, dove conta non solo la correttezza ma se un utilizzatore non professionale capirà e agirà nel modo giusto. Valgono la pena anche quando un’autorità, un organismo notificato o un partner commerciale le chiede espressamente, e allora è la richiesta a definirne il perimetro.

Non sostituiscono, di norma, la revisione qualificata. Una retrotraduzione può sembrare impeccabile mentre il testo di arrivo usa un termine che nessuno in quel mercato riconosce, e può segnalare differenze solo stilistiche. Per la maggior parte di etichette e istruzioni danno più garanzie un traduttore qualificato, un secondo revisore qualificato e un glossario approvato, con i passaggi aggiuntivi riservati ai testi in cui il rischio vero è la comprensione.

Traduzione automatica nei contenuti regolamentati

Nella documentazione dei dispositivi la traduzione automatica è accettabile solo con un post-editing umano completo e la revisione di linguisti qualificati. All’interno di questo processo controllato, con glossario e memoria approvati che orientano il motore, può accelerare materiale voluminoso e ripetitivo come la documentazione di assistenza.

I rischi si concentrano nei punti più delicati. Un motore può perdere una negazione e trasformare una controindicazione in un’indicazione, attenuare un’avvertenza, scambiare unità, spostare un separatore decimale o riordinare i valori di una tabella di impostazioni, temperature o concentrazioni, e lo fa con frasi scorrevoli. Avvertenze, controindicazioni e testi con valori simili a dosaggi o impostazioni meritano un confronto riga per riga con l’originale, chiunque o qualunque cosa abbia prodotto la prima stesura.

Se ammettete la traduzione automatica per alcune tipologie di contenuto, mettete la regola per iscritto nella vostra procedura: quali documenti, quale livello di post-editing e quale revisione. Il nostro articolo sui livelli di post-editing e il loro impiego aiuta a scegliere quello adatto a ciascun documento.

Pianificare lanci e presentazioni all'organismo notificato

I ritardi di traduzione al lancio quasi mai dipendono dalla traduzione in sé. Dipendono da decisioni prese tardi. La prima riguarda l’elenco delle lingue. Per ogni mercato annotate le lingue che le norme nazionali impongono a etichette, istruzioni e testi per il paziente, verificate la scelta con distributori o partner locali e congelatela prima di avviare le traduzioni. Aggiungere una lingua quando la grafica dell’etichetta è già definitiva è una delle modifiche più costose che possiate fare.

La seconda riguarda i cicli di esame. L’esame dell’organismo notificato può modificare la documentazione di partenza e riaprire testo già tradotto. Quando possibile, traducete dopo le fasi di esame che più probabilmente cambieranno l’originale, e prevedete un breve giro di aggiornamento per i rilievi tardivi invece di tradurre tutto due volte.

La terza riguarda l’impaginazione. Etichette, astucci e foglietti richiedono desktop publishing in ogni lingua, e sulle etichette piccole l’espansione del testo pesa. Mettete in calendario i tempi del DTP, incluso il controllo delle bozze di ogni lingua prima della stampa. In cosa consiste questo lavoro lo racconta l’articolo sul DTP multilingue applicato alla traduzione dei documenti.

Il vero collo di bottiglia, però, sono le modifiche tardive all’originale. Un’avvertenza riscritta due giorni prima del rilascio passa per traduzione, revisione, impaginazione e approvazione in ogni lingua: una data di congelamento concordata protegge il lancio più di qualunque accelerazione delle traduzioni.

Domande da fare prima di scegliere un partner

Quando confrontate fornitori di traduzioni mediche professionali, chiedete per prima cosa di ripercorrere con voi un aggiornamento recente di un documento regolamentato: come è stato individuato il testo modificato, come è stato protetto il contenuto invariato e come le lingue sono state rilasciate insieme. Poi chiedete quali registrazioni conservano per ogni progetto e in che forma potete riceverle per il vostro fascicolo fornitori.

Proseguite domandando come selezionano e mantengono traduttori e revisori per i contenuti medici, e come una correzione segnalata viene recepita in memoria e glossario per non ripresentarsi. Chiedete a chi appartengono memoria e glossario e in quali formati vengono consegnati, perché la formulazione approvata resti vostra qualunque cosa accada al rapporto. Infine, informatevi su chi impagina etichette e istruzioni: il fornitore stesso o una terza parte. Per un confronto più strutturato, ulteriori domande sono raccolte nei nostri criteri per valutare un partner di traduzione tecnica.

Come DEMA Solutions lavora con i fabbricanti di dispositivi medici

Seguiamo i team di etichettatura, affari regolatori e documentazione su tutto l’insieme delle informazioni che accompagnano il dispositivo, e le tipologie di documenti che trattiamo sono elencate nella pagina dedicata alle traduzioni per etichette, IFU e documentazione dei dispositivi. Nella traduzione dei dispositivi medici ogni progetto segue il nostro processo certificato ISO 17100: traducono linguisti con esperienza nella materia medica, e prima che il testo vi arrivi un secondo linguista qualificato lo rilegge a fronte dell’originale. Il flusso di lavoro è documentato e ogni progetto registra che cosa è stato tradotto, revisionato e consegnato, e quando: dati utili alla sorveglianza dei vostri fornitori.

La terminologia che approvate è custodita in un glossario controllato, e su richiesta ricevete memorie e glossari nei formati TMX e TBX. Il nostro reparto DTP interno impagina etichette, astucci e istruzioni nei file originali, così ricevete versioni linguistiche pronte per l’approvazione delle bozze, non testo da collocare. Ogni file e ogni linguista che lo tratta sono vincolati alla riservatezza. Dietro questo lavoro ci sono i nostri team in Italia, Serbia e Spagna.

Nel lavoro di tutti i giorni parlate con un solo interlocutore commerciale, il sales manager, che collabora da vicino con il project manager assegnato alla vostra azienda. Potete scriverci per email, in uno spazio SharePoint riservato a voi o dal nostro portale clienti, dove descrivete ogni lavoro, annotate requisiti specifici, contrassegnate come urgente un avviso di sicurezza o un’altra priorità e seguite stato e tempistiche aggiornate. Per vedere il processo prima di impegnarvi potete inviarci richieste di prova senza ordinare una traduzione, e al vostro personale offriamo formazione in videochiamata oppure di persona.

Dove si inserisce TUBE

Per i fabbricanti che rivedono etichette e istruzioni a ogni modifica di progetto, nuova indicazione o estensione a un nuovo mercato, TUBE è la soluzione che ancora ogni revisione a formulazioni già approvate. È la vostra terminologia, attraverso glossario e memoria di traduzione, a governare la traduzione automatica, così un’avvertenza riscritta o una nuova variante di etichetta partono dai vostri termini e non da un motore generico. Ogni traduzione approvata confluisce in una memoria di cui siete proprietari ed esportabile quando volete. Infine, per ogni aggiornamento un report di leverage indica quanto testo è stato riutilizzato e quanto era nuovo, un dato utile per pianificare la modifica successiva.

Domande frequenti

Come un processo controllato all'interno del sistema qualità. Qualificate il fornitore di traduzioni, approvate un unico glossario per etichette, istruzioni e software, inviate originali con le modifiche evidenziate, riutilizzate le traduzioni approvate tramite una memoria, rilasciate tutte le lingue interessate insieme alla revisione dell'originale e conservate le registrazioni di ogni progetto.

In generale no. La ISO 13485 attribuisce i controlli sui fornitori al fabbricante, che nel proprio sistema di gestione della qualità valuta, seleziona e monitora i fornitori il cui lavoro incide sul prodotto. Un fornitore di traduzioni può essere qualificato sulla base di evidenze come un processo documentato, le qualifiche di traduttori e revisori, gli accordi di riservatezza e le registrazioni di progetto.

Una descrizione del processo di traduzione, i criteri di selezione di traduttori e revisori, le condizioni di riservatezza, le registrazioni conservate per ogni progetto e la procedura con cui le correzioni vengono gestite e registrate. Una certificazione ISO 17100 fornisce un riferimento esterno per il processo.

Inviate un originale con le modifiche evidenziate o un elenco delle modifiche, e lavorate con una memoria di traduzione che contenga le traduzioni approvate delle edizioni precedenti. Le frasi invariate vengono riprese così come sono state rilasciate, e si traduce e si revisiona solo il testo nuovo o modificato.

Non come regola generale. Retrotraduzione e validazione linguistica sono utili per i testi rivolti al paziente e per quelli critici per l'usabilità, oppure quando un'autorità o un partner le richiede. Per la maggior parte di etichette e istruzioni offrono maggiori garanzie una traduzione qualificata, la revisione di un secondo linguista e un glossario approvato.

Solo con un post-editing umano completo e la revisione di linguisti qualificati. Avvertenze, controindicazioni e testi con valori come impostazioni o concentrazioni vanno confrontati con attenzione con l'originale, perché in questi punti gli errori della macchina possono risultare perfettamente scorrevoli.

No. I simboli della EN ISO 15223-1 riducono il testo sulle etichette, ma avvertenze e condizioni di manipolazione richiedono comunque parole, e i simboli sono di solito spiegati nelle istruzioni, che vanno tradotte in modo coerente con l'etichetta.

Inviateci un'istruzione per l'uso o un set di etichette con l'elenco dei vostri mercati

Il modo più rapido per capire come questo approccio si adatterebbe al vostro sistema qualità è provarlo su materiale reale. Inviateci un’istruzione per l’uso o un set di etichette insieme all’elenco dei mercati di destinazione, aggiungendo le traduzioni precedenti o il glossario che avete già. In risposta riceverete un’analisi del testo riutilizzabile, la nostra proposta per terminologia e impaginazione e l’elenco delle registrazioni che entrerebbero nel vostro fascicolo fornitori.

Come possiamo aiutarvi?

Abbiamo le risposte giuste alle vostre domande.

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